Latte cinese a Firenze. In seguito ai decessi collegati al consumo di latte in Cina, numerosi gli interventi a Firenze, come in tutta Italia, per sequestrare cibi la cui sicurezza non è più garantita. Il dubbio ruolo della Nestlè.
Di Samuel Bunkr
In questi giorni sono stati sequestrati grossi quantitativi di prodotti contenenti latte provenienti dalla Cina: a Firenze e Prato oltre 6 quintali di derrate alimentari a rischio melamina (la sostanta nociva) anche se, ricorda Franca Braga, supervisore ricerche alimentari per Altroconsumo, in teoria latte cinesi e derivati non sarebbero mai dovuti entrare in Europa sin dalle disposizioni di un bando Ue datato 2002.
Le istituzioni, inoltre, confermano che andare a mangiare nei ristoranti cinesi è "tecnicamente una informazione corretta" (Presidente della Regione Toscana Martini, in base a quanto riporta Adnkronos).
L' operazione è necessaria. Mi sembra altrettanto necessario, però, che chi di dovere esiga trasparenza sul ruolo che avrebbe la Nestlè in questa tragica vicenda: la notizia che le autorità competenti di Hong Kong hanno richiesto e ottenuto il ritiro di prodotti della Nestlè contenenti, appunto, melamina, non aiuta a rendere chiara la situazione.
E si sa che la disinformazione, o l'informazione condotta male, porta a tristi allarmismi. O, peggio, a dover correre ai ripari quando il latte è già stato versato. Mucche pazze, polli febbricitanti e api disorientate insegnano.
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