Attualità a Firenze. Periodo di disagio per le statue a Firenze: due cinesi, una antica. Storie di precariato e maltrattamenti. Spostamenti e ripensamenti.
Di Samuel Bunkr
Il Guerriero, il Burocrate e il Ratto (delle sabine). Storie di statue e collocazioni: due cinesi, che sono un regalo, che nessuno sa dove mettere da due anni; la terza, secolare e ammiratissima, soffre per una collocazione che ne mette a repentaglio la salute.
La cronaca in breve: le cinesi. Le due statue cinesi sono un regalo donate in cambio di una copia del David. E sono enormi: oltre tre metri di altezza e 4 tonnellate di peso. Da due anni sono relegate in un magazzino a Prato, in attesa che il Comune di Firenze decidesse dove collocarle. Per una corretta valorizzazione, poi, dovrebbero essere inserite in un contesto naturale. E dal momento che i cinesi si sono un po' risentiti di una tale mancanza di educazione (voglio dire: è un regalo) è tutta l'estate che se ne sente parlare.
Ma dove le mettiamo? Immagino riunioni abbastanza convulse, dove i vari presidenti di Quartiere si rimpallano queste due statue, come se fossero dei parenti scomodi e ingombranti da dover ospitare. Nemmeno parenti: amici di conoscenti. E in Piazza Ravenna NO perchè disturbano gli automobilisti, e in Piazza Gaddi NO perchè si lavora alla tramvia, e alle Cascine NO. No, no, no: 'ste cinesi enormi non si sa dove metterle. Qualcuno prova a dire: ridateci il David.
Il Ratto: sono almeno 5 anni che dicono che il Ratto del Giambologna sia in pericolo. Troppo smog. Si erode, si consuma. Spostiamola dalla Loggia De' Lanzi, in piazza Signoria. Sì, ma dove? Serviranno alcune settimane per decidere cosa fare. Un vero peccato. Un vero peccato che non si trovi concretamente un sistema per abbassare lo smog, intendo.
Morale. Questa statua qua mettila là. Quella statua là mettila qua. Quest'altra statua, bho, nascondila, per ora, poi si vedrà. Firenze, secondo l’UNESCO, “rappresenta un modello unico al mondo, sia dal punto di vista storico che estetico”. Riletta ora quel modello unico mi sembra si carichi di tanta ironia.








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