Traslochi: blog e straferimenti; non inscatolare il gatto (e nemmeno la fidanzata); risposta a parenti e amici; l'inutile ma simpatico paragone del panettiere. E altre storie.
Di Samuel Bunkr
Chiunque abbia affrontato un trasloco sa perfettamente che tutte le operazioni devono essere svolte con metodo, precisione e determinazione.
Inscatolare tutto secondo un ordine sovrannaturale in modo tale da risparmiare tempo al momento della riapertura delle scatole. Fare calcoli matematici importanti circa lo spazio: tutto ciò che mi sto portando dietro avrà un posto? Evitare di inserire nelle scatole il gatto o la fidanzata, i quali, pur appartenendo a generi del tutto diversi, hanno la curiosa abitudine di reagire alla stessa maniera, una volta inscatolati: soffiano e graffiano con precisione omicida.
Anche cityoff sta traslocando. E la cosa è tutt'altro che semplice, anche se si tratta di un blog. Infatti è qualche settimana che fervono i preparativi (non so come mai, ma i preparativi tendono sovente ad essere ferventi. Mistero.) cosa che ha rallentato il postaggio. E' abbastanza evidente.
Amici e parenti, più inclini a ricordarti cosa non stai facendo, e particolarmente accaniti nel ricordatelo proprio quando è più evidente che non lo stai facendo, sorvolando indifferenti sui motivi ascoltati con tenace sordità, spesso lanciano dispettosi
"ma non stai più postando" con tono sottilmente accusatorio, simile a quello che una cliente affezionata potrebbe utilizzare nei confronti dell'unico panettiere del paese nel momento in cui egli inaspettatamente smettesse di fare il pane per dedicarsi, che so, alla raccolta di francobolli indiani.
"eh, no. Sto traslocando"
"sì, ma non posti più." risposta secca che non ammette replica. Il mancato postaggio, mi sembra di capire, viene vissuto come una sorta di tradimento intellettuale. Roba da scomunica.
Ad ogni modo: il trasloco è ad un certo punto (espressione vagamente consolatoria che esprime con evasione che non si sa esattemente a che punto sia). Stiamo dipingendo pareti, scegliendo definitivamente le varie disposizioni, decidendo cosa lasciare qui e cosa portare di là.
(Essendo questo solo un paragone, il messaggio è: sto smanettando con codici e file di cui non capisco niente.)
Il tutto viene appensantito dalla tradizionale insicurezza estetica dello scrivente, il quale anche solo per spostare un quadro dieci centimetri a destra o a sinistra reclama con urgenza interminabili riunioni condominiali ed estenuanti dibattiti incentrati sull'origine ontologica dello spostamento, il tutto per cautelarsi a livello sociale e filosofico circa la bontà dell'azione da intraprendere. Ovvero due palle.
Portate pazienza. Prima o poi un dio scimmia inca mi detterà durante le notti insonni la risoluzione delle varie questioni grafiche e di programmazione del codice.







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