Di Samuel Bunkr
E' estate. Fa caldo. La canicola ti si appiccica addosso con indolenza anziana. Amici concittadini: lo sappiamo tutti. E' il momento in cui si guarda il calendario sperando nel miracolo: che cominci a correre verso la fatidica data, quella della partenza per le ferie.
Per molti non è ancora il momento. Ci vediamo l'un l'altro, in macchina o in tram: stremati andiamo a lavoro. O all'università. O alla ricerca di lavoro. Sempre di fatica si parla. E data la situazione climatica la fatica si fa improba.
Se siete arrivati a leggere sino questo punto, allora posso anche svelarvi una malignità: in questo post non si parla affatto di lavoro. Non si parla di ferie. Non si parla di precariato
anzi una cosa a proposito del precariato voglio dirla: sino a che punto possiamo mettere da parte il nostro legittimo senso di indignazione con l'insipido concetto che "al giorno d'oggi è così", come se il precariato fosse un male di stagione? No, dico.
...Non si parla di precariato. Non si parla di ferie. In questo post non si parla affatto di lavoro. In questo post si parla di pomodori. Anzi, di un solo, coraggiosissimo pomodoro. Verde, acerbo e ingenuo. Fiero della sua pomodorità forse proprio perchè non ha la più pallida idea di cosa sia: di bello ha un accento che gli dona sicurezza
e che c'è di strano? Tanti personucoli si beano degli accenti, come proprietà, autorità, crudeltà: lui che è pomodorino potrà essere fiero di un accento bizzaro? Mica nuoce.
E' arrivato a casa mia attaccato alla sua pianta. Ogni giorno, dopo lavoro, prima delle ferie, mi fermo da lui. Lo annaffio. Controllo che l'acqua non sia nè poca, nè troppa. Che la terra sia abbastanza, che riceva solo la giusta misura di luce
mica voglio che s'accechi, il piccino. Il Pomodorino coraggioso.
Gli ho anche preso delle canne per tenerlo dritto. Mica voglio che si dica di lui che è venuto su senza principi, additato nella pubblica piazza perchè storto. Eh no. Pomodorino rigoroso deve essere. Altro che precariato. Altro che compromessi.
Ecco. Ogni giorno, a fine giornata, dopo il lavoro e prima delle ferie, dopo la fatica e prima del riposo, io mi prendo cura di questo pomodorino e della sua pianta. Per regalarmi due minuti in cui non me ne frega proprio niente nè del lavoro, nè delle ferie. Perchè mi pregusto un momento delizioso.
Il momento in cui, guardandolo con amore, dicendogli "benvenuto al mondo", me lo mangerò. Con gusto.







fai bene bunkr.Coltiva con cura il tuo pomodorino e vedrai che sarà gustosissimo.Come solo i migliori pomodorini sanno fare.;-)
Scritto da: luisa | lunedì 7 luglio 2008 a 09:49
:-)
Pomodorino pride
Scritto da: Bunkr | lunedì 7 luglio 2008 a 12:42
Ho anch'io una pomodorina a casa. E' rossa e miagola. Devo aprirle le scatolette altrimenti non mangia. Devo giocare a 'pallina' (e ci sono regole da rispettare, sapete...)per due ore prima di andare a dormire. Devo salvarla quando tenta il suicidio infilando la testa nei riccioli di ferro battuto che decorano le sampe del tavolo. Direi che la cresco con gusto. Con lo stesso tuo gusto. E la mia micia rossa si chiama Birra.
:) Bri'
Scritto da: Brigatta | lunedì 14 luglio 2008 a 23:34